Il Mio Concetto di Oceano. Il Luogo in cui Mi Perdo e Rinasco

Per me l’oceano e il mare sono la stessa cosa. A livello di definizione, so perfettamente che non è così. A differenza dell’oceano che è aperto, ondoso, e pieno di potenziali pericoli, il mare di Trieste emana una sensazione di calma e protezione. Eppure quando si scatenano le improvvise bufere estive e la bora, vento molto forte proveniente proprio dalle nostre zone, anche la calma si trasforma in una rapida tempesta.

Trieste un oceano d’emozione

Sono nata a Trieste. Trieste si trova sull’estremità a nord-est del Mare Adriatico, e si affaccia su un golfo tranquillo. La città a volte mi sembra essere cullata dalle sue acque. Molto spesso ovunque mi trovi, il mio sguardo si appoggia sul mare, e ne respiro la sua essenza, una costante fonte di ispirazione per me. Il mio legame con il mare è fortissimo.

Il mare è serenità, è sfida, è mistero. È una creatura affascinante che non è mai uguale. Nasconde al suo interno segreti e storie di cui adoro leggere e sulle quali mi piace fantasticare. Il mare spesso mi fa anche paura. Quante volte faccio quel pensiero molto comune, “se arriva uno squalo cosa faccio”, oppure mi interrogo su quali pesci possano essere lì dove il mio occhio non riesce a vedere.

Poi mi perdo però nei suoi riflessi di tutti i colori e me ne innamoro ogni volta. Di mattina l’acqua chiara e trasparente, verso pomeriggio il brilluccichio dei raggi del sole, per poi tingersi al tramonto di arancione, rosso, rosa. Il mare notturno si trasforma in un manto dorato, attraversato dai riflessi della luna.

Il mare canta e suona. Canta una musica al mattino accarezzando le mie orecchie con la leggera brezza marina, e un inno acuto all’infrangersi violento delle onde tra gli scogli. Il mare tambureggia mentre attraverso le sue acque con il mio sup. E di notte, mi culla con il suo dolce ondeggiare.

Per me il mare è vita. Una vita piena di emozione. Una vita che merita il pieno rispetto per quello che mi dona e mi insegna. Così il mio oceano mi ha insegnato a preservare le sue specie, ad amare la sua integrità.

Troppo spesso, però, mi capita di vedere galleggiare la plastica quando sono in mezzo al mare, o di raccoglierla mentre cammino sugli scogli. Amando così tanto la natura e vivendo in una città di mare, sono ancora più sensibile al discorso sull’inquinamento del mare. Specialmente, sono sensibile a quell’inquinamento che si potrebbe evitare con una maggiore cura e amore per il nostro pianeta. Oceano, mare, montagna, sostenibilità sono per me tutti concetti che si abbracciano l’un l’altro.

Il nostro ruolo

Spero che ognuno di noi trovi il modo per rendersi maggiormente sostenibile, o meglio maggiormente in armonia con la natura e con ciò che la natura ci offre. Anche il più semplice gesto come la riduzione del consumo di plastica, o la corretta educazione verso i nostri figli possono illuminare positivamente il futuro. Ognuno di noi può imparare a privilegiare scelte verso la tutela degli oceani con semplici azioni quotidiane, dai nostri acquisti ai nostri consumi. Spero che ogni singolo sappia ritornare con gratitudine quello che il mare ci regala. Spero che le tartarughe non si impigliano nelle reti gettate in mare e che non si nutrano di pezzi di plastica.

Confido che l’upcycling, coinvolga sempre maggiormente il riutilizzo di materiali provenienti dai mari, e che ognuno di noi, a suo modo, sappia cogliere questa opportunità. Sono sicura che il sentimento di ammirazione, rinascita, libertà che dona il mare accompagni i pensieri sognanti di molti di noi.

Con grande passione per il mare,

Manuela

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